Doctor Spaventini (di Aldo Sacslei)

Chiuse la porta della sua abitazione digitando il codice segreto DS9000 e si diresse verso l'astronavetta spaziale monoposto Karka parcheggiata in giardino. Accese i motori e prese il volo, diretto verso la villetta della signora Carson, una donna di 137 anni.
Arrivato a destinazione dopo un'ora di viaggio, parcheggiò sulla piazza antistante la Carson House e scese. Ad attenderlo, come da accordo preso tramite visifono, c'erano John e Lisa, due septiani venuti dal pianeta Septi, distante dalla Terra 6 anni luce circa. John era un tipico septiano di 2 metri d'altezza e con tre braccia, mentre Lisa era un'affascinante ragazza dai lunghi capelli blu e un corpo slanciato, splendido.
Il piccolo doctor Fred Spaventini si presentò ai due, i quali, ancora sotto shock per il disastro avvenuto sul loro pianeta, lo pregarono di fare il possibile per la loro causa.
"Aprire porta!", "Aprire porta!" urlava l'altoparlante all'interno del salone della Carson House. La vecchia donna malata di cuore (con l'ultima operazione effettuata le era stato installato, come avevano detto i dottori, «un cuore artificiale fortissimo»), con grande fatica, si alzò dalla sua astropoltrona e andò ad aprire. Prima, ovviamente, prese il digicommand che le permise di digitare il codice segreto CH2508 e istantaneamente sbloccare la porta blindata.
«Buongiorno signora, sono Spaventini», «oooh, dottor Spaventini...è vero, mi ero dimenticata, prego entri in casa». Fece accomodare l'ometto con il baffo di rame su una sedia di piombo larga 2 metri. La donna si rimise piano piano sull'astropoltrona e cominciò a parlare: «...l'ho chiamata perché ultimamente il mio cuore artificiale non va tanto bene...mi sento affaticata e a tratti i battiti sono velocissimi...». Spaventini annuì, si alzò in piedi, fissò la signora Carson con gli occhi leggermente socchiusi e cominciò a recitare dei versi in una strana lingua... «Kraperoti kreporek jamati kreporek. Kokopoty y kokopoty»; ripetè le stesse frasi per 10 volte alzando la voce, fino a urlare come un pazzo. La vecchia rimase immobile sulla comoda poltrona, sorpresa e un po' impaurita. La paura diventò panico quando vide che Spaventini si stava trasformando, ripetendo quelle misteriose frasi, in un mostro orrendo, raccapricciante, gocciolante un liquido giallastro dalla bocca e da due grossi buchi che gli si erano aperti all'altezza dello stomaco. Il cuore artificiale della Carson andò definitivamente in tilt contemporaneamente alla totale trasformazione di Spaventini in qualcosa di mai visto prima, indescrivibile, Kraperoti kreporek jamati kreporek. Kokopoty y kokopoty!! La donna, priva di vita, si afflosciò e spirò a occhi e bocca spalancati. Ma la vera fine per lei, se pur a sua insaputa, doveva ancora arrivare...
Uscito dopo una trentina di minuti dalla Carson House, Spaventini si riavviò verso la piazza dove i due septiani lo stavano aspettando con ansia.
«Tutto a posto, potete entrare, la casa ora è vostra». Eccitati dalle parole del dottore, John e Lisa lo ringraziarono e si diressero velocemente verso la nuova abitazione. Il dottore (o il mostro?), fatto il suo dovere con una certa soddisfazione, fece rientro verso casa.
«Anche oggi, sono riuscito ad avere tutto quello che mi serve per sopravvivere», pensò, prima di andare a fare il solito riposino pomeridiano.